packaging riciclo

“Il packaging ha ‘salvato’ l’umanità.”

Con questa affermazione, Leonardo Mirone, direttore packaging di Barilla ha sottolineato il ruolo fondamentale del confezionamento dei cibi:

“Senza l’uso di packaging, gli sprechi alimentari non sarebbero il miliardo di tonnellate che sono adesso, ma apparterrebbero a un altro ordine di grandezza, ben maggiore.”

Ciò non vuol dire che tutto il cibo debba essere confezionato. Se usati correttamente, però, gli imballaggi rimangono uno strumento essenziale per:

  • la lotta agli sprechi;
  • preservare le proprietà nutrizionali degli alimenti;
  • evitare le contaminazioni;
  • garantire la distribuzione a miliardi di persone, specialmente a chi vive in zone in cui è difficile reperire cibo fresco;
  • garantire la sicurezza sulla tavola delle persone.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale e durante gli anni ’80 e ’90, si praticava il cosiddetto “overpackaging”, cioè l’impiego eccessivo di imballaggi.

Le ragioni di ciò sono riconducibili al travisamento dello scopo del packaging, inteso come strumento essenziale di comunicazione. Secondo Leonardo Mirone, la validità degli imballaggi come mezzo di comunicazione, ai nostri giorni, non ne giustificherebbe più l’eccesso.

Dal periodo dell’overpackaging, le imprese hanno fatto passi da gigante. Hanno compreso l’importanza, non solo di evitare gli sprechi alimentari, ma anche di riciclare gli imballaggi, favorendo l’economia circolare.

Come le grandi imprese affrontano la sfida della transizione: l’esempio di Barilla

Barilla è la prima multinazionale del mondo ad aver trasformato tutto il suo packaging in riciclabile.

Ad aprile 2020, il gruppo ha raggiunto quota 99,6% di materiali riciclabili e ora punta al 100%. L’obiettivo di Barilla, come rivelato da Mirone, è quello di nutrire l’economia circolare ed evitare l’inquinamento ambientale.

I prossimi step di Barilla saranno:

  • ridurre ulteriormente la quantità di packaging utilizzato;
  • far arrivare al 100% l’uso di fonti rinnovabili e riciclate;
  • rimpiazzare, dove possibile, con la carta, molta della plastica attualmente impiegata per il confezionamento dei prodotti.

Dove possibile, appunto, come sottolineato da Mirone, per evitare i danni da emissione di gas serra:

“Triplicare l’impatto di CO2 per rimpiazzare 5 grammi di plastica con 30 grammi di carta non può essere una soluzione.”

Il packaging è assolutamente essenziale quando è compatibile con l’ecosostenibilità.

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